La riscoperta dei miei disegni d’infanzia é l’origine della mia ricerca artistica: immagini che rimandano a un ambiente domestico, in cui la casa emerge come un luogo ambiguo. É rifugio e protezione, ma anche recinto, limite e confine.
A questa dimensione intreccio una riflessione sul corpo, soprattutto quello materno, che considero il primo spazio dell'abitare e l'origine dell'esperienza sensibile.
Lavorando con materiali come cera, paraffina, stoffa e rete metallica, esploro le capacità ricettive di queste superfici capaci di restituire tracce emotive. La fragilità e la trasparenza di questi materiali sono centrali nella mia pratica e mi permettono di indagare ciò che è invisibile, nel tentativo di renderlo visibile.
La mia ricerca scultorea dialoga con la fotografia analogica Polaroid: attraverso la doppia esposizione, sovrappongo tempi e immagini, generando visioni stratificate e aprendo una riflessione sulla memoria e sulla percezione del tempo.
Francesca Maroni (Varese, 1994) vive e lavora a Varese.
Dopo gli studi classici, nel 2015 si diploma presso l’Accademia del Teatro alla Scala come truccatrice teatrale. Prosegue la sua formazione all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove consegue con lode il diploma accademico di primo livello in Decorazione e il diploma accademico di secondo livello in Scultura.
La sua pratica indaga il concetto di abitare come esperienza emotiva, in dialogo tra corpo, memoria e spazio.