DE-SIDUS

Mostra Site-Specific per il lavatoio di Varese Casbeno

2026

Sidus: stella, astro. De–: mancanza, privazione.

De–sidus: mancanza di stelle.

Nello storico lavatoio di Casbeno, DE–SIDUS nasce come una riflessione sul desiderio e sulla sua possibilità di essere ancora ascoltato.

“Lavorare e tacere”: il monito impresso sulla parete esterna, ben visibile dall’interno, caratterizza e permea la storia di questo luogo, rievocando l’immagine delle donne che qui hanno quotidianamente lavato e faticato, tacendo emozioni e desideri.

È questa immagine che spinge a domandarsi ciò che accade quando ciò che si prova non trova uno spazio per essere espresso.

Che cosa desideriamo davvero? Quanto è difficile riconoscere un desiderio autentico? Quanto è difficile esprimerlo?

DE–SIDUS invita ad interrompere, per un momento, il rumore esterno e a compiere un breve viaggio interiore. A fermarsi. Ad ascoltarsi... Prendere consapevolezza di ciò che si prova, di ciò che si desidera, di quella parte di sé che forse rimane inespressa.

Nella vasca più piccola si trova una scultura in cera rosa, dalla forma organica e avvolgente, pronta ad accogliere i desideri dei visitatori.

Tutti infatti sono invitati a scrivere il proprio desiderio e a depositarlo al suo interno.

La scultura è pensata come un organismo vivo: destinata lentamente a chiudersi, fondersi e trasformarsi. I desideri affidati alla cera rimangono custoditi, sedimentando nel tempo. La materia diventa memoria: non conserva soltanto ciò che è stato espresso, ma anche il gesto stesso di aver avuto il coraggio di esprimerlo.

Sospese nell’acqua della vasca più grande, piccole volte celesti evocano un cielo frammentato. Sono rielaborazioni di desideri già espressi, ma non ancora del tutto consumati. Realizzate con la cera delle candele accese nella chiesa di Sant’Eusebio, pigmento blu e foglia d’oro, trasformano una materia votiva in una costellazione intima e fragile.

Sono stelle nate da un desiderio già affidato a qualcosa o a qualcuno, che ora ritorna nello spazio della mostra sotto una nuova forma.

In un luogo che ci parla dell’imposizione e del silenzio, DE–SIDUS propone un gesto contrario: ascoltare ciò che nasce da noi ed esprimerlo, cercare dentro di sé quel cielo stellato che tanto ci manca.

Foto di: Simone Crespi